Milano 28 febbraio 2020.

Tardissimo. Mi sono preso talmente tardi che a momenti scrivevo prima il post della prima gara 2020 che il riepilogo 2019.

Il 2019. Segni meno ovunque. Meno corsa, meno bici e meno nuoto. Ecco quest’ultimo è stato una sorpresa dell’analisi dei dati. Credevo di aver dedicato più tempo a questa disciplina, dove oggettivamente sento che riesco ad andare un po’ veloce di prima. Evidentemente non abbastanza tempo.

Le ragioni dei segni meno le conosco tutte: nuovo lavoro (più impegnativo), ho iniziato il master in finanza e assicurazioni (pagato dall’azienda) della durata di ben 2 anni e (forse) sto invecchiando. Che sia arrivato il momento di accettare una “regressione” delle proprie prestazioni dovute anche all’età? Mi sa di sì…

236 ore tra allenamenti e gare. 3.667 chilometri percorsi. Letti così non sembrano neanche male… ma il confronto con il 2018 è impietoso:

Il primo grafico si riferisce al nuoto. L’aspetto positivo è la velocità, più alta rispetto al 2018. In bici ho fatto ben il 25% di chilometri in meno, mantenendo tuttavia lo stesso dislivello dello scorso anno (poco a dir la verità per un ciclista: solo circa 16 mila metri). Il 2019 è stato inoltre notevole la parte indoor. Tra palestra e rulli il tempo dedicato alla bici “da camera” è stato paragonabile al tempo passato in MTB. La vera tragedia è la corsa: -30% di chilometri percorsi. Anche in questo caso il dislivello è rimasto costante, segnale che un po’ di corsette in montagna me le sono fatte. Il dato, se confrontato con il 2015, dove a dire il vero non ero ancora “triatleta”, è interessante: in pratica ho corso la metà del tempo -48% (77 ore vs le 154).

Ultima curiosità statistica. Ho ricominciato a frequentare la Virgin e si vede. La piscina è di soli 23 metri ma si sta decisamente meglio che nella vicina Suzzani! Si nuota tranquilli, massimo 3 persone per corsia, dove in Suzzani eravamo minimo in 8. Gli allenamenti di squadra inoltre si sono spostati per me nella più comoda “Quanta”, una piscina in un centro sportivo, abbastanza malandata. Anche in questo caso però siamo in pochi del Propatria e mi godo la tranquillità di nuotare in 4 per vasca.

(non chiedetemi perché c’è questo effetto a pallini :-), così è venuto!).

Andiamo alla parte competitiva: le gare. E’ stato l’anno dei duathlon. Vuoi perché ne ho fatti tanti, vuoi perché avevo la nuvoletta di Fantozzi che mi seguiva nei week end. Ovunque andavo… pioveva. E faceva freddo. Lago di Mignano, IronLake e Sanremo le tre gare infernali. La prima soprattutto. E l’ultima dove per la prima volta ho rinunciato: DNS, did not start. C’era il diluvio universale!

4 gare con la MTB. 3 bellissime, la prima un po’ più sofferta. 2019 senza triathlon sprint, vedremo di recuperare nel 2020. Due olimpici negli appennini: belli! Duathlon. Due bastonate iniziali pesanti. La prima gara tecnica e insidiosa. La seconda a Santena che ti fa capire tante cose. Lo ricordo ancora… finisco i primi 5km a 3:56 (ribadisco 3 minuti e 56 chilometro): 93esimo su 120 partecipanti nella prima frazione. A quell’andatura… mah! La ripresa a Brescia dove faccio una bella gara e mi piazzo non male, gara durissima, su distanza “classica”. Una delle poche gare 2019 con il sole. Poi Pavia verso fine stagione. Bene ma non benissimo. E il finale in bellezza a Brescia. Bravi gli organizzatori a disegnare una gara divertente (nel percorso MTB).

Poi le corse. Poche. Inizio correndo nel mio posto di lavoro. 50 piani a tutta: solo 8 minuti, secondo posizionato tra i colleghi Allianz. Poi la marcia di Pasquetta e una a Gallio. Sempre bello correre a “casa”. Infine 25km di un trail cittadino godendomi Milano. Bella gara dove tutto sommato la porto a casa dignitosamente, essendo arrivato il sabato alle 3 di notte per il matrimonio di Ale e Renzo.

Bici. Solo una gara nelle colline, o forse è il caso di dire montagne, dell’Oltrepo’. Strade rovinate, ma che posti! E c’era pure il sole. Se ci penso ho ancora mal di gambe per quei 1.600 metri di dislivello! Non ero pronto. Eh già!

Insomma tutto sommato delle belle gare, posti nuovi, emozioni da gara sempre presenti!

Purtroppo il master (e il lavoro difficile) ci sarà anche nel 2020. Sarà un altro anno di decrescita? Vedremo. In questi primi due mesi ho fatto fatica a trovare il tempo per l’allenamento.

L’importante? E’ divertirsi, emozionarsi. E nel 2019 è stato così. Quindi va bene, è stata decrescita, ma felice!