Calvagese della Riviera (BS), domenica 10 novembre 2019.

Ultimo appuntamento con le gare in questo 2019, un duathlon cross nelle colline poco distanti dal lago di Garda. Il 2019… anno un po’ complicato! Farò il solito ampio riepilogo a fine anno dove andrò a mettere insieme tutti i pezzi, allenamenti e gare. Ma questo post è dedicato a gara di domenica con la MTB che, inaspettatamente direi, è stata davvero bella. Quando finisci con il sorriso, consapevole che ti sei divertito tanto e che alla fine non è andata neppure così male in classifica, beh allora puoi dire: ho chiuso in bellezza!

Sono le 8:15 e la Mokka corre in A4. E’ la strada che porta verso il Veneto per cui l’ambientazione è molto familiare. Il traffico è scorrevole ma si sta facendo sostenuto. La cosa più bella però è che splende il sole. Finalmente! Non ne potevo più di gare sotto la pioggia.

Arrivo in zona gara, forse più in ritardo rispetto al solito. Il parcheggio è già abbastanza affollato. C’è già la gara di staffetta in corso e approfitto per cercare di capire come si entra e si esce dalla zona cambio. Mi reco a ritirare il pacco gara: calzini rosa (belli ma il colore…) e uno zaino di buona fattura. E bravi gli organizzatori! Per me lo zaino è un regalo molto gradito.

Torno in macchina, all’ombra il freddo è pungente ma al sole si sta bene. Come mi vesto? Maniche lunghe, sicuro, ma tengo o non tengo un anti-vento? In bici poi sarà freddo? Alla fine mi vesto a strati e rimando la decisione al momento della partenza.

Ore 10:30 porto la bici e le scarpe in zona cambio. Saluto i giudici già visti in molte altre gare e sistemo il tutto. Sono tranquillo, sarà che c’è il sole e sarà che non ho obiettivi specifici ma sono proprio sereno. Comincio il riscaldamento e subito sento caldo. Comincio a togliere il primo strato di vestiti, meglio soffrire un po’ ma partire leggeri.

Ore 11 puntualissimi. Via. Tutto come previsto, tutti a tutta come se la gara dovesse finire dopo la prima frazione. Non mi faccio intimidire e cerco di tenere un buon passo. Sento però il fiato corto dovuto anche alle piccole pendenze nel percorso. Il primo km vola, sono sotto i 4 km al minuto. Il secondo va un po’ peggio: 4:05. Il terzo non so perché entro in zona cambio.

Mi infilo le scarpe per la MTB, prendo il casco. Il laccetto mi si impiglia tra le dita. Impreco. Non trovo il modo di allacciarlo, passano pochi secondi prima che riesca a trovare il bandolo della matassa ma a me sembra un tempo infinito.

Prendo la MTB, mi avvio verso il primo giro (sono due i giri da fare per circa 14 km complessivi). Fango. Per fortuna le pendenze non sono elevate e con un po’ di tecnica e cercando gli appoggi un po’ più asciutti non si deve scendere dalla bici. Il percorso è… bello! Movimentato, alterna single track a sentieri un po’ più ampi. Non è impegnativo dal punto di vista altimetrico e non è neppure estremamente tecnico… ma è divertente! In particolare mi piacciono un paio di tratti: una bellissima discesa che termina in un tornante e una piccola salita di qualche centinaio di metri ma molto caratteristica. Percorso che considero il più bello fatto in gara in questa stagione (per la MTB).

Torniamo alla cronaca: sono al primo giro e poco prima della salitina prima descritta un altro atleta dietro di me grida “attenzione curva a gomito e salita”. Per me che non conosco il percorso indicazione utilissima. Appena fatto la curva mi trovo infatti una bella salita e sono già pronto con il rapporto leggero. Mi giro e ringrazio almeno 3 volte. Durante tutti i 14 km cerco di spingere senza troppo esagerare. Mi sento bene, non ho senso di stanchezza ma sento di essere al limite, più di così non posso fare. Devo comunque mantenere molto alto il livello di concentrazione, il percorso infatti è bagnato e scivoloso. Siamo tutti pieni di fango: ogni centimetro della mia bici e ovviamente del mio corpo è marrone! Il secondo giro passa via in modo velocissimo e quasi ne vorrei fare un terzo! Ma è ora di tornare in zona cambio…

Scendo dalla bici, mi infilo velocemente le scarpe da corsa. Ho solo 1 km e mezzo da fare. I primi metri sono difficili: non riesco a trovare il ritmo giusto. Due atleti mi passano, un po’ mi dispiace. Ci provo anche a tenere il loro ritmo ma non ci riesco, li vedo allontanarsi. Il primo km passa in 4 minuti e oltre 20 secondi. Decisamente troppi. A denti stretti faccio gli ultimi 500 metri a tutta. Chiudo in un ora e un minuto.

Trentaduesima posizione. Quinto di categoria M1 a meno di un minuto dal terzo. Probabilmente il 3 e 4 sono i due che mi hanno passato durante la corsa. Va bene così, bella gara, bel sole. Un plauso agli organizzatori, una gara così merita l’attenzione della Federazione. Per me un’altra bella esperienza da aggiungere alla bacheca.

La mia gara su Garmin.

Le bellissime immagini, il fotografo personale sempre più bravo!