Lago d’Iseo, Monte Isola, Brescia. Domenica 23 luglio 2017.

Ore 4:55. La radio sveglia comincia a gracchiare. Non riesco bene a comprendere le parole ma a quell’ora del mattino ci sono due persone che parlano. Niente musica. Mi alzo a rilento, non mi sento stanco nonostante la notte breve. Ho poco tempo per fare colazione e mettermi in macchina: direzione Lago d’Iseo.

Complicata. Sì certo la location è spettacolare ma, come si capiva dal sito, l’organizzazione non sarebbe stata delle più semplici. La gara infatti prevedeva un circuito di tre giri in bici attorno all’isola, un percorso a bastone per la corsa sempre sull’isola e… la traversata da Sulzano a Monte Isola a nuoto. Affascinante, ma complicato. Quindi riepilogando: prima si portano le bici in zona cambio (attraverso una simpatica chiatta) poi si prendono muta, cuffia e occhialini e si ritorna a Sulzano. Poi, finita la gara, altra attraversata con tutta l’attrezzatura! Bisogna considerare infine il ‘poco spazio’ a disposizione sull’isola. La zona cambio infatti era una specie di lungo corridoio con le bici disposte tutte dallo stesso lato. Per fare in modo che tutti facessero la stessa strada all’uscita dall’acqua, poi, bisognava fare un percorso tortuoso su delle strette vie del piccolo paese di Peschiera Maraglio.

Devo dire che gli organizzatori sono stati bravi. Solo un paio di ‘sbavature’. La prima riguarda il parcheggio ‘atleti’ che era posto all’uscita della tangenziale del Lago a circa 2km da Sulzano. Bisognava quindi scendere in bici (non erano previste navette). Due chilometri di discesa ripida. Tutto ok all’andata (almeno per chi è organizzato con uno zaino, per gli altri… non sono così sicuro), ma il ritorno? Io me lo sono fatto in bici, direi proprio un ‘bel’ recupero dopo lo sforzo della gara. La seconda sbavatura post gara: magari qualcuno voleva tornare verso casa e non rimanere sull’Isola (tra l’altro senza docce diventa anche complicato rimanere rilassati e godersi una giornata al Lago). La chiatta messa a disposizione per l’andata era disponibile sì, ma alle 13:30. Io a quell’ora ero già a Milano. Almeno un viaggio verso le 11:30 era il caso di organizzarlo. Infine, per essere pignoli, il pacco gara era davvero scarno. Ormai ci siamo abituati, arriverà il giorno che lo toglieranno dal tutto. Devo dire però che la gara è stata davvero bellissima, per cui un plauso a chi l’ha organizzata.

Ma ritorniamo alla cronaca. Muta consentita. Bellissima notizia. Finché comincio le delicate operazioni per indossarla la mia mente fa calcoli: posso migliorare? 15 minuti può essere un obiettivo? Mi butto in acqua appena posso. Poche bracciate e il solito senso di oppressione al petto, alle spalle, dovuto alla muta, si fa sentire. Lo ignoro, sono entrato proprio per questo, per abituarmi. Mi sento bene, comincio a sperare che forse ce la posso fare a migliorami nella prima frazione. Pronti, partenza, via! Mi accorgo di essere troppo a destra rispetto al gruppo. Se gli altri sono di là magari la traiettoria è migliore, no? Mi viene da ridere, ma possibile che non riesco a fare una scelta corretta? Parto bene, la solita calca di gente c’è ma ormai sono abituato. Sento però che non riesco ad ingranare. Mi sento pesante, non scivolo in acqua. Non riesco a pensare alla bracciata a come farla correttamente. Vedo gente vicino a me ma non so se sono davanti o dietro. Dopo la boa, dove sono costretto a fermarmi perché trovo ‘un muro’ di gente che nuota a rana cerco di dare il massimo. Esco in 15:51 ma leggo subito che i metri sono 750, quindi corretti. No, non va bene. A fine gara il Garmin segna un 2:07 (min/100m) come passo medio. Ma perché così male? Con la muta negli ultimi sprint ero vicino ai 2:00 e addirittura ho fatto i 1000 della gara di Acquathlon in 01:58. Quasi 10 secondi sono tanti. Analizziamo i dati. Ecco i cento metri per cento metri il mio passo:

Tempo_nuoto_graph2

Altalenante. I 20 e passa secondi ai 500 metri sono dovuti alla boa e al ‘muro di gente’ di cui dicevo prima. Quindi non sono riuscito ad essere costante. Perché? Non lo so… Sono un po’ amareggiato. Chiaro, fare 14 minuti anziché 15 non cambia la classifica, però lo stesso mi dispiace. Ci devo lavorare.

Di corsa, uscito dall’acqua, con la muta per le strade del paesino, riesco a divertirmi. E a superare un bel po’ di gente, anche. Arrivato alla bici però la muta non si sfila. Devo usare le mani e fare forza. Innervosito da questo dimentico di mettere il numero attorno alla vita. Mi accorgo finché sono ancora dentro in zona cambio: mi fermo e lo metto (scene di fantozziana memoria, che disagio!). Esco dalla zona cambio con le scarpe attaccate ai pedali ma c’è salita, molta salita. Non riesco. Mi appoggio ad una macchina della protezione civile e le inserisco. Mi sento davvero un pollo! Dopo qualche centinaio di metri però la musica cambia, la gamba in salita c’è. L’allenamento concentrato sulla bici dà i suoi frutti e supero diversi atleti. Poi la discesa e il passaggio in paesini strettissimi, tra pavé e curve a gomito. Quasi 64 all’ora in discesa. Ed il lago sempre sullo sfondo. Bellissimo. Una frazione davvero tra le più belle mai affrontate in uno Sprint.

Dislivello_graph1_Montisola

Durante il T2 penso bene di cominciare a slacciare il casco, per far presto. Mentre sto appoggiando la bici il giudice mi vede e dice: ‘il casco allacciato finché non si appoggia la bici’. ‘Mi scusi, mi scusi!’. Lo riallaccio e poi lo slaccio. L’ammonizione era dietro l’angolo. Anche in questo caso perdo la concentrazione, metto le scarpe ma non tiro bene i lacci elastici. Durante la corsa i piedi ballano un po’ dentro le scarpe ma decido che non ho tempo per fermarmi. Due chilometri fatti abbastanza bene ed ecco una bella salita all’orizzonte. Provo a correre, niente. O meglio, forse ce la posso anche fare ma ho paura di essere al limite. Così salgo a passo veloce. La frequenza cardiaca scende. Alla fine della salita un po’ di ombra mi accoglie. Ricomincio con il ritmo e in discesa cerco di lasciarmi andare. Alla fine gli ultimi due km sono circa a 4:15. Potevo osare decisamente di più.

Chiudo in 1 h e 34 min. La classifica parziale dice 87esima posizione nel nuoto, 43esima nella frazione bici e 77esima nella corsa. 57esimo tempo totale su 180 circa. Bene in bici, bene ma non benissimo nelle altre due frazioni.

Gara da rifare!

La mia gara su Garmin.

Le foto