Romano di Lombardia (BG), domenica 5 marzo 2017

Giornata da non dimenticare. Così posso riassumere la mia prima esperienza nelle gare di ‘duathlon road’. La versione della gara è quella denominata ‘sprint’ che prevede 5km di corsa, 20km di bici e infine ancora 2,5km di corsa. Corsa, bici, corsa. Sì, che bello!

La gara è organizzata da una società che conosco, Eco Race. L’anno scorso, a luglio, ho partecipato alla loro gara ‘off-road’ al Lago Moro. L’avevo scritto in quella occasione, lo confermo ora. Sono bravissimi! A mano a mano che partecipo alle varie gare mi accorgo come ci siano differenze importanti nell’organizzazione di una gara. I ragazzi di Eco Race sono bravi perché ti fanno trovare tutte le informazioni on-line, dettagliate. Poi quando arrivi sul posto trovi tutti i cartelli chiari che indicano i vari luoghi (docce, spogliatoi, consegna borse) posizionati in modo intelligente. E infine le cose più importanti: zona cambio messe nelle zone migliori, indicazioni su salita/discesa dalla bici chiarissime, persone nel percorso che indicano i punti pericolosi sgolandosi… tutto sembra studiato nel minimo dettaglio.

La gara

Durante la settimana ho controllato il meteo non so quante volte. Tutti davano pioggia, temporale, piogge consistenti. Non era la cosa che desideravo, soprattutto per la parte in bici. Arrivato di buon ora, come di consueto, a Romano di Lombardia, piccolo paesino nella bassa bergamasca, trovo le nuvole. Meglio della pioggia, penso. Ma poi è andata ancora meglio: ho corso con il sole!

La sistemazione della bici in zona cambio sta diventando una specie di rito. Ormai so cosa devo fare e quando sono là per sistemare le mie cose ho la mente concentrata sulla gara, sulle operazioni da fare in momenti molto meno tranquilli. E’ uno dei momenti più belli.

Circa mezz’ora prima della partenza comincio il riscaldamento. Scatti, qualche esercizio, stretching. Mi sento bene e cerco di pensare a come affrontare la gara. Poi si parte e come spesso succede non rispetto nulla di quello che avevo in mente. Il primo km lo chiudo a 3 e 57. No non va bene. Ho altri 4km, 20km in bici e altri 2 e mezzo di corsa. Cerco di rallentare, di prendere il ritmo. Controllo i battiti. Decido che sì, posso un po’ rischiare. Chiudo i primi 5km a 4:10 a km. T1. Mi sento impacciato. Evito di guardare gli altri che volano in zona cambio. Metto le scarpe da bici e comincio a correre con le tacchette, mi viene da ridere… salgo in bici e vedo molte persone che mi passano. Cerco di stare calmo, mi alimento e bevo. Prendo fiato. Inizio a pedalare con il mio ritmo e recupero quasi tutti quelli che mi avevano passato. Si forma subito un gruppo abbastanza numeroso nella frazione di bici. Mi sento bene e mi sento come se avessi già vissuto quella situazione. Ma la sensazione più bella è quella che mi dà la bici: scorre, va veloce. Mi sento ‘comodo’, sicuro.

T2. Si ripete la situazione del primo cambio. Questa volta però mi accorgo di essere molto più stanco. Mi piego per rimettermi le scarpe da corsa e i miei muscoli gridano vendetta. Mi stanno per venire i crampi! Resisto, cerco di fare veloce e di capire se riesco a fare 2 km e mezzo. Mentre corro sento le gambe strane… e come se il mio fisico mi stesse chiedendo: ma non stavamo pedalando poco fa? Non riesco ad allungare il passo e ho paura dei crampi. Così cerco di aumentare la cadenza. Passo qualche atleta e questo fa bene allo spirito. Mi rendo conto però di essere al limite. Stacco la testa, guardo davanti a me e continuo a ripetermi che manca poco. A 500m dall’arrivo riesco a tenere il passo ma non a superare altre persone.

Un’ora e cinque minuti. Sì. Bellissimo tempo. Non importa che sono oltre metà classifica, sono troppo felice lo stesso. Non avrei sperato di meglio. Gara da non dimenticare!

La mia gara su Garmin

E le foto!