Domenica 26 novembre 2016, Garda (VR)

Non so neppure io come vengo a conoscenza di certe gare. Per questa gara ad esempio non lo ricordo. Forse l’ho vista in Facebook (magari qualche amico ha messo ‘mi piace’). Certo che faccio presto ad incuriosirmi e ad iscrivermi! 🙂

XC Running è un circuito di 4 gare di Duathlon con la MTB. Non nel senso classico, come descritto nel sito della Fitri, dove sono previsti per uno Sprint MTB 3km di corsa, 14km in bici e ancora 1,5km di corsa. La gara prevedeva 16km in MTB e subito dopo 8km di corsa. Come distanza si tratta di un ‘misto’ tra lo sprint e la versione nominata ‘Corto MTB’. Le gare comunque non sono inserite nel circuito Fitri, infatti non si trovano nel calendario ufficiale del sito della federazione.

Io ho partecipato all’ultima tappa ma avrei voluto prender parte anche a qualcuna delle precedenti 3 gare, ad esempio una gara in trentino ad ottobre l’avrei corsa volentieri. Purtroppo, causa impegni già precedentemente presi, l’unica gara a cui ho potuto partecipare è stata l’ultima. A Garda appunto.

E’ stata una gara… massacrante! Non me l’aspettavo così, così difficile e dura. Bella, sotto tanti punti di vista. Formativa, anche, perché ti insegna che non si devono prendere queste gare alla leggera.

Purtroppo non posso dire di aver trovato una buona organizzazione. E le parole del fantomatico ‘speaker’ (chi era poi? l’organizzatore?) che ha strappato applausi prima della partenza giustificandosi con ‘pagate solo 12 euro’, mi hanno fatto arrabbiare ancora di più. L’anno prossimo magari proverò le altre gare del circuito ma a Garda non ho molta intenzione di ritornare.

Il ritrovo era previsto dalle 8 poco prima del centro di Garda, presso gli impianti (piscine, terme) M.B. Sport. Arrivo alle 8 e 10 e quello che vedo è una gran confusione di fettuccine, che delimitano parte del percorso che poi ho affrontato in gara. Mi è sembrato un po’ tutto incasinato, non capivo bene il motivo di farci fare tutti quei giri.

Inizio subito con un problemino: causa il freddo (o l’agitazione?) devo scappare in bagno. Chiedo dove ho preso il numero e ritirato il pacco gara (davvero il pacco più triste della stagione, un misto di integratori senza senso) dove si trova e una ragazza dell’organizzazione mi dice di andare giù dove ci sono le fettuccine, dove passa il percorso. Ci vado ma… non trovo nulla! Chiedo ancora e mi viene indicato un punto in mezzo al prato, una costruzione che conteneva solo i bagni. Ci sono 4 gradi fuori e il prato è completamente bagnato. Mi bagno i piedi, ovvio. Comincio a tremare dal freddo. Entro in bagno che si presentano di un sudicio infinito! Niente carta igienica! Disagio vero. Torno indietro, chiedo se c’è un bar e mi viene detto che no, non c’è! Ok in qualche modo mi arrangio. Torno indietro e passo per un punto dove c’è una fettuccina. Vengo ripreso dal ‘famoso speaker’ che a questo punto mi fa innervosire… Finale della storia? Sopra c’era l’ingresso della piscina, con un bar e un bagno al caldo con carta igienica. Perché racconto tutto questo? Perché penso sia la base di servizio per gli atleti! Non tutti sono ‘del luogo’. E le persone, volontarie o stra-pagate devono dare le informazioni, possibilmente corrette! E se per fare questo servono più di 12 euro (costo dell’iscrizione) beh, allora sono disposto anche a pagare qualche euro in più.

Non è comunque questo il motivo per cui non tornerò. Il motivo vero è che non riesco a sopportare le cose ‘finte’, fatte apposta per mettere difficoltà ad una gara che era già di per sé difficile. Il percorso MTB, infatti, oltre che complicato in quanto completamente bagnato e fangoso (dopo tutta la pioggia dei giorni precedenti, quindi ovviamente scivolosissimo),  avevano aggiunto:

  • un tratto in un terreno con mezzo metro di fango (senza la possibilità di evitarlo, pena la probabilità che il proprietario del terreno si mettesse con il trattore di traverso!!!!)
  • una serie di dune costruite artigianalmente e molto pendenti in una specie di percorso da ciclo-cross: in un paio di queste nessuno riusciva a superarle, si doveva scendere per forza dalla bici perché si piantava nel fango
  • un passaggio su un campetto di beach volley, in mezzo la sabbia.

Spettacolo? Anche no. La natura ci pensa da sola a regalarci le difficoltà (la discesa era veramente tecnica!). Non servivano a mio avviso accorgimenti di questo genere. Per me una gara così perde di fascino. Poi… obiettivamente Garda è o non è un posto splendido? Ci fosse stato un passaggio particolare, una vista Lago, un punto di quelli che ti ripagano la fatica. Nulla. Aggiungi poi che il sole sparisce alla fine del primo giro per lasciare spazio ad una nebbia alta tipica di novembre e la frittata è servita.

La corsa invece era priva di qualsiasi ‘ostacolo’ (se si esclude il campetto di sabbia, ma affrontabile meglio a piedi che in bici). E infatti, paradossalmente, mi è piaciuta di più la parte ‘running’.

In MTB sono caduto. Due volte, senza conseguenze per fortuna. Una volta nel mezzo metro di fango (al primo giro, io non avevo provato il percorso) e in discesa dopo essere scivolato su una radice con la ruota anteriore.

All’arrivo ero un pezzo di terra unico. Mi confondevo con il terreno. Alla fine ho tratto tanti insegnamenti da questa gara. Ho sofferto, tanto, ma l’ho finita. Non sono neppure arrivato così male (parte bassa della classifica, chiaro). 1 ora e 44 minuti, viste tutte le difficoltà, è un risultato che mi fa felice!

La mia gara su Garmin Connect.

Le poche foto…