Lago di Lavarone, sabato 27 agosto 2016.

Come sentirsi a casa!

Non c’è due senza tre, così eccola la terza. Ore 8 e 30 e a colazione mi aspetta un bel piatto di spaghetti. La partenza della gara è fissata per le 14.

NUOTO

Partenza movimentata, forse troppo. Per la prima volta mi trovo in mezzo ad un gruppetto e i contatti ci sono, e anche tanti. Si assaggia così in gran quantità l’acqua del lago. L’esperienza fatta al Garda però mi fa girare un secondo a pancia in su, prendo fiato e poi giù ancora. Non esco ultimo ed è già un successo.

BICI

T1… la muta si sfila che è quasi un piacere! Rido sotto i baffi, ma è troppo presto. Perché poi soffro per un’ora intera… davvero un percorso difficile per me in MTB, non un metro di strada piana. Su e giù. Radici, sassi. Parolacce. 450 metri di dislivello possono non sembrare tanti ma se fatti tutti in strade sterrate diventa davvero difficile. Per la prima volta sento che non avere gli attacchi sulle scarpe porta ad uno svantaggio da non sottovalutare. Decido in gara che mi devo prendere i pedali e le scarpe ‘spd’.

CORSA

Dopo la bici sento di avere ancora qualcosa. Lo studio su carta del percorso mi aiuta, un po’ mi fa pentire di non aver fatto lo stesso per la MTB. La salita è tanta e a tratti impegnativa ma è soprattutto la discesa a mettermi in difficoltà: è ripida e sono costretto a tenere. Poi l’esperienza della caduta al Trail della Lepre Rossa si fa ancora sentire.

A traguardo mi gira un po’ la testa… la fatica si vede tutta. Bello però. Bello e ancora bello. Felice di aver finito anche questa!

La gara su Garmin Connect